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L'ARMATA BRANCALEONE ALLE CROCIATE ... CONTRO IL P.D.L. |
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Dopo gli scarsi risultati racimolati alle elezioni comunali da ex civici del sindaco Marino, o alle provinciali dai nipotini del duce, i personaggi in cerca di visibilità ritengono che fare una bella insalata sia la via più rapida. Dopo due anni di sonno o complicità con l'amministrazione di centro-sinistra guidata da Pasquale Marino, si svegliano, si uniscono e marciano compatti contro ... i vertici provinciali del P.D.L. Apprendiamo da un comunicato stampa, diramato dall'ex segretario provinciale di Azione Sociale, che la tanto vituperata ex amministrazione Sica si è ricompattata intorno a chi decretò la sua fine con una firma dal notaio (e non in consiglio comunale). Questo non può farci che piacere, naturalmente, ma ce ne avrebbe fatto ancor di più se la compattezza fosse continuata tre anni fa e avesse consentito all'amministrazione di centro-destra di portare a termine il suo mandato. Mettiamo a conoscenza i vertici provinciali del fatto che i promotori di questo fantomatico movimento politico non hanno alcun titolo per parlare e fare richieste a nome degli oltre 5000 capaccesi che hanno dato la propria preferenza al PDL nelle ultime elezioni, anzi, in realtà, ne sono completamente dimentichi. Il PDL a Capaccio è presente ed opera sul territorio dal 2008 e non accetterà i diktat di personaggi in cerca di un ruolo che hanno dormito o militato altrove, fino a ieri. |
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Dal ministro Carfagna aiuti alle donne lavoratrici: «Le madri come risorsa e non problema» |
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Per il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, bisogna fare di più per le donne che lavorano e che mettono al mondo dei figli. Chi fa un figlio in Italia è un «benefattore della società e della comunità», per questo non va visto come un problema. Per questo sta mettendo a punto un piano con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che prevede flessibilità ed interventi sui servizi per le donne che lavorano. Il ministro ha ribadito inoltre il bisogno di una «rivoluzione culturale» nella relazione tra donne e lavoro. «Lo sviluppo economico del Paese - ha osservato Carfagna - passa attraverso il coinvolgimento delle donne nel mondo del lavoro. Non è solo un fatto di giustizia e di equità sociale. Le donne che lavorano rappresentano un volano per la crescita del paese, soprattutto in questo periodo di crisi». Lo ha annunciato il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, intervenendo in Campidoglio al convegno «Donne e lavoro: i successi delle pari opportunita», durante il quale è stato presentato un rapporto curato dai sistemi formativi di Confindustria. «Stanzieremo 40 milioni di euro - ha detto il ministro - per finanziare politiche di conciliazione tra tempo di vita e di lavoro delle donne». Per la responsabile delle Pari opportunità «occorre una rivoluzione culturale che parta dalle istituzioni stesse, perché la promozione delle pari opportunità non è solo una questione di giustizia sociale, ma è un volano per lo sviluppo socio-economico del nostro Paese, che passa necessariamente attraverso il coinvolgimento delle donne». I fondi saranno, dunque, destinati a finanziare, come ha spiegato il ministro, «voucher per asili nido e babysitter per le famiglie a basso reddito; corsi professionali per le donne; albi di badanti e babysitter che, dato il loro ruolo particolarmente delicato, devono essere provviste di adeguata professionalità; la figura della tagesmutter», cioè le mamme di giorno, una sorta di baby sitter condomiliali, che daranno vita all'idea degli asili nido condominiali. Le "tagesmutter", parola che in tedesco significa "mamme di giorno", è un termine che individua una persona, adeguatamente formata, che educa e si prende cura dei bambini di altri, presso il proprio domicilio. È un servizio molto diffuso nell'Europa del Nord, a disposizione delle mamme 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno. Sul fronte del lavoro, parte del piano di cui si occupa il ministro del Welfare Sacconi, è prevista l'incentivazione del part time e delle norme sulla flessibilità. Un piano, ha assicurato il ministro Carfagna, che verrà messo in atto »in tempi molto brevi» e «in attesa di un piano più ampio che coinvolgerà anche il ministero dello Sviluppo Economico e che punti a modulare gli orari di lavoro e a potenziare i servizi di assistenza all'infanzia». Il ministro ha anche ricordato che «il decreto di attuazione della direttiva 54 sulle pari opportunità ne allarga l'applicabilità, soprattutto in tema di differenziali retributivi, parità di accesso e carriera, aumento delle multe a carico dei datori di lavoro che mettano in atto pratiche discriminatorie». |
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Provincia di Salerno: insediato il Comitato Scientifico, collaborerà gratuitamente |
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(ASCA) - Salerno, 7 set - Diciassette personalità di provata esperienza presteranno gratuitamente la propria opera all'Ufficio di presidenza, alla giunta ed al consiglio della Provincia di Salerno nell'elaborare proposte, studi e progetti che siano riferiti all'attuazione del Programma di governo. Sono i docenti e gli esperti di sei diverse discipline (informatica, economia, giurisprudenza, medicina, urbanistica e scienze) che compongono il Comitato Scientifico insediatosi oggi. L'organismo - il cui lavoro si articolerà in cinque Commissioni (Reti tecnologiche; Ricerca industriale, Innovazione e nuove Imprenditorialita'; Infrastrutture e Sviluppo sostenibile; Norme, Regolamenti e Organizzazione; Salute e Qualita' della vita) - e' stato istituito all'unanimita' dalla giunta presieduta da Edomondo Cirielli il 3 settembre scorso su proposta dello stesso presidente che, in campagna elettorale, aveva individuato come una delle priorita' ''la realizzazione di programmi tematici con rilevanti contenuti di Ricerca e Innovazione su temi specifici di grade valenza per la competitivita', lo sviluppo e la societa' della Provincia di Salerno''.
Da Palazzo Sant'Agostino sottolineano che si tratta di una ''esperienza unica per quanto riguarda un Ente Provincia''.
Dal canto suo, presentando oggi il Comitato, Cirielli, insiste su una circostanza: ''La disponibilita' assicurata da cosi' qualificati ed impegnati studiosi e professionisti a collaborare a titolo esclusivamente gratuito all'attivita' dell'amministrazione e' concreta dimostrazione dell'esistenza di tante energie e competenze, in precedenza spesso inascoltate e mortificate, pronte ad offrire il loro prezioso contributo per il bene comune''. In sostanza, la volonta' e' quella di rendere fruibili alla politica i saperi di universitari ed intellettuali instaurando un rapporto effettivamente proficuo fra Ente provincia ed Universita' con un obiettivo ambizioso: coinvolgere le pmi e societa' high tech. Un coinvolgimento che lo stesso Comitato tramutera' in concreto con un bando di evidenza pubblica. |
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Iannone: augurio per l’inizio dell’anno scolastico |
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“All’inizio del nuovo anno scolastico sento il dovere di rivolgere, a nome mio e di tutta l’Amministrazione provinciale, un affettuoso augurio di un proficuo lavoro agli studenti, agli insegnanti, ai dirigenti, al personale non docente. La Provincia è al vostro fianco per costruire un futuro di maggiori e più solide opportunità, nella convinzione che l’educazione, la conoscenza e il sapere siano elementi costitutivi della nostra società. Per questo motivo vi invito ad appassionarvi allo studio. Una solida cultura è la condicio sine qua non per realizzare nella vita gli obbiettivi prefissati. La nostra provincia è espressione di conoscenze millenarie che vanno valorizzate, ed è anche grazie al vostro impegno se la nostra Terra potrà ancora dirsi grande. E’ dovere di chi ha un ruolo di guida politica favorire le condizioni di un contesto virtuoso per la crescita culturale e civile delle giovani generazioni: ritengo essenziale un produttivo rapporto di collaborazione delle Istituzioni, locali e nazionali con le famiglie e le diverse articolazioni della società civile, delle professioni, del lavoro, dello sport, dell’arte e della cultura. La futura classe dirigente del Paese nasce tra i banchi di scuola, amando la Patria e guardando con fiducia al progresso dell’esistenza umana”. Auguri di buon lavoro |
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E se la destra fosse proprio quella di Fini? |
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di Benedetto Della Vedova, da Il Secolo d’Italia del 4 settembre 2009 “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?… è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra”. Impagabile Gaber nel suo graffiante, malinconico ma non disperato sberleffo sulle “distinzioni” politiche. Ma se l’ironia di Gaber aveva un taglio, diciamo così, sociologico (il bagno di destra, la doccia di sinistra… la minestrina di destra, il minestrone di sinistra e così via) il tormentone si è ripresentato ben più serioso anche in questo scampolo di politica estiva. Bersaglio principale Gianfranco Fini che direbbe ormai “cose” di sinistra e non più di destra. Si sono misurati in molti su questo con una strana concordia bipartisan: gli uni accusando, gli altri benedicendo. Con le categorie ottocentesche di destra e sinistra non ho mai avuto dimestichezza nella mia militanza radicale post ‘89, proiettata in un “altrove” liberale, liberista e libertario. Del resto, Pannella esordì alla Camera nel 1976 schierando la pattuglia radicale nell’emiciclo di Montecitorio all’estrema sinistra, ma “in nome dell’alternativa riformatrice destra storica”. La mia scelta della destra berlusconiana è maturata proprio nella convinzione che la discesa in campo del Cavaliere abbia operato in Italia una straordinaria rottura del conformismo politico, consistita prima di tutto nell’aver portato nel campo del centrodestra la frontiera dell’innovazione politica, sociale, economica ed istituzionale. A partire da questo Berlusconi ha costruito uno straordinario consenso trasversale. Il profilo del Pdl che Gianfranco Fini delinea è in piena continuità con il progetto berlusconiano di libertà individuale e di modernizzazione sociale ed economica, ancorandolo per il futuro alle politiche dei grandi partiti del PPE e dei suoi leader Sarkozy, Merkel e Rajoy, ed in sintonia con il conservatore britannico Cameron.
Ovunque in Europa, infatti, il centrodestra conquista ampi consensi non con la retorica artificiosa e passatista del “Dio, patria e famiglia”, ma con un’apertura liberale sulle questioni sociali, in presa diretta con l’evoluzione della società. Un’applicazione pragmatica e tutt’altro che ideologica del concetto di laicità ha consentito ai partiti moderati di strappare alla sinistra europea il monopolio della modernizzazione, consentendo di coniugare libertà economica e responsabilità individuale sulle questioni della biopolitica. Si possono per esempio avere nel PDL, va da sé, opinioni diverse sulla vicenda di Eluana Englaro. Ma pensare che “l’hanno ammazzata” sia di destra mentre riconoscere la legittimità e la moralità della scelta della famiglia sia di sinistra non ha alcun significato se non quello della polemica astratta e strumentale: basterebbe leggere il testo di legge sul biotestamento della CDU tedesca firmato dalla Merkel (che prevede la possibilità di desumere la volontà, vincolante, del paziente incosciente dalle sue pregresse convinzioni etiche e dai suoi personali valori) per capirlo. Dialogare con la comunità omosessuale e chiedere il riconoscimento giuridico delle coppie gay può non piacere, ma è quanto fa il conservatore Cameron in Gran Bretagna che sceglierà i candidati di collegio riservando un “quota gay” o quanto dice Sarkozy, che ha annunciato in campagna elettorale di voler andare oltre i PACS per le coppie omosessuali. Riflettere sulla cittadinanza agli immigrati secondo il principio dello “ius soli” e considerare pragmaticamente la regolarizzazione dei lavoratori clandestini sarà poco leghista, ma assomiglia molto alle posizioni del candidato repubblicano alla presidenza americana sconfitto con onore da Obama, John McCain. Potrei continuare, magari sulle cellule staminali, ma mi fermo qui. L’alternativa tra forze politiche in concorrenza è il connotato essenziale della democrazia nella libertà, massimamente quando si presenta con una scelta binaria “destra-sinistra”. Ma nel tempo che viviamo i contenuti delle politiche rispondono ormai a criteri molto meno prevedibili e codificati che in passato, distinguendosi spesso sull’antinomia innovazione-conservazione. Naturalmente, ciò non significa che siano scomparse le idee, anche quelle forti. Magari come dice Gaber nella stessa canzone: “L’ideologia, l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché, con la scusa di un contrasto che non c’è, se c’è chissà dov’è”. |
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