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Per quanto concerne il rilascio di copia dell'ultima versione della Relazione Programmatica del PUC è oramai noto che ho esposto denuncia ai carabinieri per la resistenza all'accesso agli atti pubblici esercitata in modo, a parer mio, non dovuto dal Segretario Comunale. Questa mattina (venerdì 12) già in sede di Conferenza dei Capigruppo, ho criticato il comunicato stampa emesso dal portavoce del sindaco cons. Caramante in ordine alla gestione del documento. In tale sede ho dichiarato che non ho niente da eccepire in merito al 1° comma dell'art. 50 del TUEL. Tuttavia il contenuto della richiesta dei consiglieri di Vince il Territorio riguardavano una richiesta di accesso agli atti e, non la contestazione che il rappresentante legale del comune fosse il sindaco.La richiesta di accesso agli atti a cui associavo anche la mia di cui ne ho chiesto esecuzione immediata, riguardava l'accesso e rilascio di copia di un documento pubblico, depositato agli atti del comune, acquistato con i soldi dei contribuenti. Documento che per mia valutazione, ai sensi dell'art. 5 della Legge Regionale n. 16/2004, oltre a quella specifica sulla trasparenza, già da tempo doveva essere nella disponibilità di tutta la comunità capaccese. Terminata la conferenza dei capigruppo mi sono recato all'ufficio segreteria ed ho fatto seguire la dichiarazione fatta, con una richiesta scritta richiamando il combinato disposto dell'art. 43 del TUEL e gli art. 21 e 33 rispettivamente dello Statuto Comunale e del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale. Il documento consegnato nelle mani del Segretario Generale e da questi fatto protocollare non ha avuto alcun riscontro sino a quando, verso le ore 11,30 (dopo due ore circa), approfittando che la porta dell'ufficio del funzionario fosse aperta e quindi mi permettesse l'accesso al locale, ho chiesto notizie in merito. Il funzionario ha ribadito che l'accesso agli atti fosse limitato e, ad una mia richiesta di dichiarazione scritta in merito, ha risposto che non era nel mio diritto chiederla e che non aveva intenzione di rilasciare alcuna dichiarazione scritta. Alla sua affermazione che l'accesso agli atti mi sarebbe stato garantito allorquando fossero stati completati gli atti preparatori del consiglio comunale, ho ribadito che la mia richiesta prescindeva da tale esigenza, che la richiesta era finalizzata al servizio di istituto assegnatomi dalla cittadinanza e che lui con tale atteggiamento ostruzionistico osteggiava in modo non legale la pienezza del mandato conferitomi dalla popolazione capaccese. Ho rappresentato infine che mi sarei rivolto ai carabinieri per denunciare il fatto. Il resto verrà. Di certo lampante è l'amarezza che non si vuole uscire dalla grettezza del cattivo uso del segreto d'ufficio nonostante siano passati ormai 20 anni dalla legge sulla trasparenza. Dirigenti di pubblici uffici che si frappongono alla trasparenza degli atti ed all'accesso agli stessi da parte di legittimati delegati del popolo rappresentano ancora una avvilente realtà e, quando questi dimostrano di essere servi di un padrone e non servitori della legge e del popolo sovrano, allora viene da chiedersi se è giusto che ancora siano gestori degli affari della propria comunità. gen. Giuseppe Antonio Troncone
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